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Croce astile di Santa Maria a Casale

Nel Museo di Arte Sacra di Certaldo non fanno bella mostra di sé soltanto tavole e dipinti; abbiamo ben tre sale dedicate alla sezione dell'oreficeria e degli argenti con pezzi di notevole fattura come quello di cui brevemente parleremo in questo articolo.
Si tratta di una croce astile: sorretta da un'asta veniva usata nelle processioni (per questo le croci astili sono anche dette processionali).
È in rame e presenta ancora tracce dell’antica doratura. Proveniente dalla chiesa di Santa Maria a Casale, di tutte le croci astili esposte nel museo (sei in tutto) è la più antica: risale alla seconda metà del XIII secolo.
croce astile di Santa Maria a Casale La caratteristica che più la distingue dalle altre croci che abitualmente vediamo è quella di presentare un Cristo vivo. L’iconografia è quella del Cristus triumphans, ossia trionfante sulla morte.
Per meglio comprendere da dove venga questa particolare iconografia dobbiamo fare una piccola premessa: in epoca romana la crocifissione costituiva una forma assai diffusa di pena capitale, riservata però ai peggiori criminali e agli schiavi.
C’era quasi un senso di pudore nel raffigurare il proprio Dio sulla croce; infatti, l’immagine della crocifissione come noi la conosciamo non si trova prima del VI secolo e resta comunque rara fino all’epoca carolingia dove tuttavia il Cristo rappresentato sulla croce sarà sempre un Cristus triumphans. Ciò che maggiormente notiamo in queste immagini è la totale assenza di sofferenza.
Il Cristo è sì sulla croce, ma potrebbe stare benissimo su un trono.
La croce diventa un semplice sfondo, passa in secondo piano: a lei sembra affidato il compito di ricordare il dramma che si è appena consumato e attraverso il quale si è manifestato il trionfo della vita. Guardando la nostra croce notiamo che i piedi del Cristo sono l’uno accanto all’altro e non sovrapposti (in tutto abbiamo quindi quattro chiodi).
Questo rafforza ancor più la percezione di trovarsi di fronte ad un Cristo, che è inchiodato alla croce, ma che tuttavia ci scruta dall’alto del suo scranno.
Dalla seconda metà del XIII secolo si affermerà invece l’iconografia del Cristo sofferente sulla croce, a noi più familiare, soprattutto grazie alla predicazione francescana che da grande rilevanza alla sofferenza e della penitenza La Croce di Casale è uno degli ultimi esemplari di questa antica iconografia che di lì a poco andrà in disuso.